giovedì, 27 aprile 2006

Quando nel 1999 Tony C. (chitarra su 4 amplificatori) e Julien F. (batteria) danno vita al gruppo Chevreuil, nulla lascia presagire la particolarissima atmosfera musicale che si svilupperà dal loro incontro e che aprirà la strada non solo ad un 45 giri con Ulan Bator e a tre album, ma soprattutto ad una maniera unica di presentare le loro performance sceniche. Nel 2003 il duo registra “Chateauvallon” con Steve Albini, che riprende con cura il suono di quella sola chitarra collegata a 4 amplificatori e di quella batteria meccanica/metronomica. Infatti, ai due musicisti bastano questi strumenti, per creare dei pezzi organici, sofisticati e spazialmente inediti. Ma è dal vivo che il gruppo rende la sua musica tanto ‘art’ quanto ‘rock’, una musica che si guarda e si ascolta sbalorditi. I tour e i concerti successivi con, tra gli altri, Oxes, US Maple, Rumah Sakit, Storm And Stress non fanno altro che dimostrare quanto sia universale il suo linguaggio. Capoeira è il loro ultimo album. Una nuova dimensione e un campo d’azione inedito alla batteria, alla chitarra e alla tastiera, come per inaugurare un’estranea forma di musica: la tastiera si mescola ai riff della chitarra provocandone una sorta di mutazione. Ogni pezzo conduce, attraverso una moltitudine di sottigliezze, a un riff ancora più rock. Non si parla di semplice chitarra ma di “chitarra magnetica”, uno strumento ibrido che ha un piede nell’universo del rock e l’altro nell’atmosfera della musica elettronica. Se noi viviamo in un mondo a tre dimensioni, Chevreuil ne ha creata una quarta.
IMPERDIBILE!!!

ISTANBUL CAFE'
via Stazione 3 - Squinzano (LECCE)

 

 

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lunedì, 27 marzo 2006
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mercoledì, 22 marzo 2006
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giovedì, 02 marzo 2006

ISTANBUL CAFE'

VENERDì 3 MARZO
KAWABATA MAKOTO
(from Acid Mother Temple)

A Seguire DJ SET PIGGY

Kawabata Makoto è il leader e chitarrista del bizzarro collettivo psichedelico Acid Mothers Temple, un ensemble decisamente atipico stanziato in quel del Giappone che ha all’attivo alcuni dei più affascinanti collages acidi reperibili nel panorama contemporaneo. Una verve che ha il proprio leitmotiv nella pratica psicoattiva, ca va sans dir, ma che sarebbe estremamente riduttivo relegare all’ambito sterile della semplice drug-inspired music: piuttosto, sono rimarchevoli i richiami – talvolta espliciti, talvolta lessicalmente celati – alle tradizioni mistico-religiose orientali ed a una forma che mi sento di definire senza dubbio sciamanica se per questo intendiamo un’irrefrenabile spinta assolutista che invade prepotentemente la creatività, l’alterazione della coscienza, la ricerca del sacro e della propria interiorità.Non solo: Makoto era pienamente operativo sul finire degli anni settanta, con il progetto Ankoku Kakumei Kyodotai. Si trattava di esperimenti con i sintetizzatori, di primordiali drones ottenuti con il lavoro sulle frequenze e sull’uso funzionale della reiterazione di frasi e cicli sonori. Questo “Jellyfish Rising” è certamente più figlio di quell’esperienza che dei trascorsi a nome Acid Mothers Temple, e con quello condivide l’approccio all’improvvisazione ed alla struttura delle composizioni. Il disco è diviso in due lunghe tracce il cui unico elemento costituente è la chitarra di Makoto, adeguatamente supportata da riverbero e delay: quest’ultimo in particolare è il vero e proprio strumento cardine con cui il chitarrista elabora le proprie stratificazioni successive, accavallando progressioni armoniche pastorali e lisergiche. Sono variazioni minime quelle che costruiscono nei minuti “Astral Aurelia Aurita Lamarck” e “Meditation of Pelagia Panopyra Perea”, arpeggi minimali e densi cui il delay permette una polifonia che sembra scivolare come acqua tra le mani.In sostanza, l’album è da vivere come un trip: in questo il pregio ed il difetto principale di “Jellyfish Rising”. Un pregio, perché l’ascolto può ben diventare una spirale continua e fortemente lisergica dai cui avvolgimenti è difficile districarsi, rimanendo ipnotizzati dalle minime, innumerevoli micro-variazioni delle colate di chitarra di Makoto. Un difetto, perché l’album rimane fruibile nella sua interezza soltanto dal suo stesso compositore, di cui è impossibile rivivere il momento creativo e, perché no, il viaggio che ne costituisce l’ispirazione portante. Una questione di sintonia tra l’autore e l’ascoltatore, ed in più un lavoro che risente inevitabilmente dei momenti, delle situazioni d’ascolto, della predisposizione all’esperienza. Ma costruito con il talento e l’esperienza di un musicista ispirato e genuinamente originale.


SABATO 4 MARZO
DEATH DISCO in ITALY
(Alan McGee Party From London)

DR. KIKO THE FARMACIST & CALAMITY JANE

Ingresso 3€ con Consumazione!!!

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martedì, 14 febbraio 2006

ECCO DI SEGUITO LE PROX SERATE ALL'ISTANBUL

16 Febbraio - Le Kiiury in concerto
17 Febbraio - Kosmik vs. Fever Asym
18 Febbraio - Velma live
23 Febbraio - Giovedì Grasso - SKARNEVALE in Maschera con The Boozers!!!
25 Febbraio - Esportazioni Senza Filtro & Green Peace Party
27 Febbraio - Martedì Grasso - SUPER MASQUERADES DANCE con Tob Lamare e Sonic The Tonic + Truccatrici svolazzanti

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mercoledì, 08 febbraio 2006
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domenica, 15 gennaio 2006
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sabato, 14 gennaio 2006

HOLLYWOOD BABYLON

Feat. Mr Jack

Punk wave psychobilly electroclash

Sabato 14/01/06

ISTANBUL CAFè

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mercoledì, 07 dicembre 2005

PROGRAMMA DI DICEMBRE 05 / Gennaio 06

Mer. 07/12: Ska in Town 
Sab. 10/12: Lounge Against the Machine
Ven. 16/12: Rought trade Night
Con 4 DJ Inglesi: Ben Ayres (Cornershop) James Endeacott (Loop) Ritchie (Toes) Dr. Kiko (Club AC30)
Sab. 17/12: Scientist & Cynic Electronic Night! 
Dom. 18/12: CINEFORUM & VINO: L’ODIO 
Mer. 21/12: Esportazioni Senza filtro & Green Peace Party 
Gio. 22/12: Kaotica + Cosmica 
Sab. 24/12: Insintesi DJ set & Vj Set 
Dom. 25/12: Natale all’Istanbul 
Lun. 26/12: H-Nito Fun + Dj Set 
Mar. 27/12: Hollywood Babylon 
Mer. 28/12: Madreperla + DJ Set 
Gio. 29/12: DJ WAR 
Ven. 30/12: Combat feat. SuperSquillo  
Dom. 01/01: Mama Roots 
Lun. 02/01: Thounsend Millions & Tuma + Populous DJ set 
Mar. 03/01: I Mostri! 
Mer. 04/01: DJ KosmiK 
Gio. 05/01: A Toys Orchestra - a seguire DJSet URTOVOX Nite
Ven. 06/01: Apple Pie (A tribute to Beatles) 
Sab. 07/01: Montecarlo Night

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lunedì, 14 novembre 2005

SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC
Istanbul Café - Squinzano (Le)
Venerdì 18 Novembre

 Venerdì 18 all’Istanbul Cafè di Squinzano (Le) prosegue con i Super Elastic Bubble Plastic la rassegna Italians do it better organizzata dalla Cooperativa CoolClub. Il trio mantovano presenterà i brani tratti dal cd d’esordio The Swindler. Un bel esempio di indie rock’n’roll.

Un disco "d'amore e d'odio", tra politica e relazioni interpersonali, senza mezze misure. Partorito con l'urgenza del condannato. Un urgenza che fin dalle prime note di “Double Party” trasmette la trasudante Voglia di suonare, di fare concerti, di spaccare. Sensazioni ed Emozioni che ci accompagneranno attraverso ogni singolo “solco” del dischetto. Tra le vene di “The Swindler” scorre il sangue dei Big Black, Rapement, Shellac. È tachicardia alla Jesus Lizard. Adrenalina alla Sonics, rabbiosa come Dead Boys e velenosa come i migliori Refused. “The Swindler” è tutto questo e molto di più. “The Swindler” è pura dinamite R’n’R.

I Super Elastic Bubble Plastic nascono a Mantova nel febbraio 2001. Prima di tutto, un "gruppo di improvvisazione". Esibizione Numero Uno: megastore di abbigliamento, sabato pomeriggio dalle 15 alle 20. Una jam di cinque ore. Esperimento riuscito, visto che proseguono l'attività live senza avere mai un'idea di cosa avrebbero suonato, nessuna canzone provata o abbozzata. Dopo circa un anno e diversi show 'improvvisati', i SEBP cominciano spontaneamente a dare forma a pezzi strutturati che un addetto ai lavori avrebbe definito "dal sapore indie-r'n'r". Una nuova sfida. Nel giro di pochi mesi viene registrato un demo di cinque pezzi intitolato "The Double Party of the Widow". La routine è sempre quella: partecipazioni a vari festival e concorsi locali  (primo premio al concorso 'No Cover' di San Benedetto Po, MN). Nel settembre 2002 fanno da opening act per One Dimensional Man. Il rapporto tra SEBP e ODM continua durante l'anno successivo, mentre cominciano le registrazioni del primo album: prodotto da Giulio Favero, che nel frattempo decide di lasciare l'uomo a una dimensione. Ecco "“The Swindler”": un disco "d'amore e d'odio", tra politica e relazioni interpersonali, senza mezze misure. Partorito con l'urgenza del condannato. Voglia di suonare, di fare concerti, di spaccare. Incazzato. Emotivo ("11 sett 2001: non dico che ci vorrebbero due torri al giorno, ma smettete di stuprare il mondo altrimenti non lamentatevi se vi vogliono morti"). Solitario, perché "la qualità non paga, è richiesta solo fuffa".

I Sebp sono Gionata Mirai (Chitarra e Voce) - Gianni Morandini (Basso) - Alessio Capra (Batteria).

 Italians do it better è una rassegna trasversale che esplora tutti i generi, dal rock al nuovo cantautorato, dall’indie all’elettronica. Uno sguardo, seppur limitato, al panorama indipendente italiano, un breve viaggio in quattro concerti alla scoperta della musica italiana. Venerdì 25 la rassegna prosegue al Candle di Lecce con il concerto dei Baustelle, una “macchina sonora” inconfondibile, e si chiude sabato 3 dicembre all’Istanbul Cafè con il live dei Perturbazione. Perturbazione è la storia di un nucleo di persone, una piccola famiglia nata a Rivoli, alle porte di Torino. Un collettivo di sei musicisti impegnati da anni a tracciare una via di fuga dalla musica che gira intorno, una “terza via” che esprima al meglio ciò che sta in mezzo tra la vivacità del mondo indipendente e la canzone d’autore italiana. Il nuovo album “Canzoni allo Specchio” è uscito su etichetta Mescal, il 25 febbraio 2005.

Ingresso 5 euro
Info
www.cooclub.it – 0832303707

Inizio concerti ore 23.00

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